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Laboratori tra grafica e digitale

Attività n. 1 Arte, immagine e digitale

Titolo del laboratorio

“Educazione alla sostenibilità ambientale in città”

Tipologia dei partecipanti

Bambini e bambine dagli 8 ai 13 anni

15/20 partecipanti suddivisi in gruppi da 5


Obiettivi educativi del progetto

Obiettivi da raggiungere:

● Socializzare e mettere a confronto i diversi modi di comunicare, tra bambini udenti e sordi.

● Saper collaborare in gruppo

● Capacità di ascolto e osservazione

● Creazione e interpretazione tramite il disegno

● Utilizzo della tecnologia

● Sviluppo della creatività manuale e narrativa


Obiettivi comuni

Creare un erbario digitale con racconti audio e video in LIS.

Si consiglia l’utilizzo del programma Crealibro.

Tipologia e metodo didattico

Digital storytelling multimediale


Descrizione

Il laboratorio può essere svolto in quattro giornate, le ore possono essere distribuite a discrezione dell’insegnante e educatore.

Dopo una breve presentazione del laboratorio con descrizione delle varie fasi, verrà letto un albo illustrato: “Il museo delle foglie cadute” di Antonio Catalano, l’autore ci guida in un percorso per esercitare lo sguardo e porre l’attenzione su cose che spesso ignoriamo. Un percorso fatto di semplici immagini e parole, attraverso i segreti della natura. Un gioco ma anche un racconto, un invito a guardare, ad ascoltare e ad “ammalarsi di meraviglia”.

Successivamente si effettuerà una passeggiata, in un’area verde fruibile vicino la scuola o in un parco urbano, si introdurrà il disegno dal vero e durante la passeggiata verranno raccolte erbe vegetali di ogni genere. In seguito, verrà costruito un erbario con l’exiccata raccolta precedentemente. I bambini fotografano l’erbario realizzato, e con l’aiuto del programma Microsoft PhotoStory (programma free scaricabile dal sito che permette di animare, creare effetti, animazioni e aggiungere transizioni titoli e foto) e del supporto indispensabile dell'insegnante o tutor inseriscono il racconto e la musica di sottofondo, realizzando così il loro libro digitale. Con l‘aiuto dell’assistente alla comunicazione i bambini sordi potranno realizzare il video in LIS.


Attività n. 2 Educazione all’immagine e al linguaggio

Titolo del laboratorio

“Il quartiere immaginato”

Tipologia dei partecipanti

Bambini e bambine dagli 8 ai 13 anni

15/20 partecipanti suddivisi in gruppi da 5


Obiettivi educativi del progetto

● Saper collaborare in gruppo, tra bambini sordi e udenti.

● Riflettere sulle peculiarità di una città/quartiere sostenibile.

● Sensibilizzare gli alunni a dei comportamenti responsabili nei confronti della propria città/quartiere.

● Far conoscere le caratteristiche della palude e degli animali che la popolano.

● Far comprendere l’importanza che un’area vicino al mare deve essere tutelata e non antropizzata.

● Far conoscere in modo leggero e giocoso Italo Calvino, soffermandosi sulla lettura di Bauci

Obiettivi comuni

Risolvere il quesito e conoscere le peculiarità di una Città/quartiere sostenibile.

Tipologia e metodo didattico

Problem Based Learning


Descrizione

Tale tipologia didattica parte da un quesito da proporre ai bambini:

Tu sei un architetto. Devi costruire un quartiere del futuro a portata di bambino. Stai effettuando un sopralluogo in un’area dismessa e abbandonata della tua città, a pochi chilometri dal mare. Noti che c’è una piccola palude, si respira aria maleodorante, e vi è una presenza di aironi. Sarà una risorsa o una rinuncia?

Dallo studio del quesito si può lasciare liberi i bambini di confrontarsi e risolvere attraverso le loro idee e fantasia il problema. Il laboratorio può essere suddiviso in più giornate e sarà integrato dalla lettura del brano:” Le città invisibili” di Italo Calvino con lettura alla città di Bauci (capitolo La città e gli occhi 3, pag. 77), e dalle presentazioni di alcuni dipinti in formato digitale realizzati da Donatella Violi pittrice che ha interpretato attraverso la pittura le città di Calvino.


[1] Il Problem Based Learning (PBL) è l’apprendimento per problemi, una metodologia didattica nata agli inizi degli anni Sessanta in Canada e che ha spinto gli insegnanti a passare da un approccio didattico tradizionale ad un approccio di apprendimento basato sulla risoluzione di problemi. Per curiosità ed approfondimenti si veda: Problem-based learning: apprendere per problemi a scuola, guida al PBL per l’insegnante di Antonella Lotti. Milano:2018 ed. Angeli

Attività n. 3 Musica ed espressioni libere


Titolo del laboratorio

“Bambini in Sol”


Tipologia dei partecipanti

Bambini e bambine dagli 6 ai 13 anni

15/20 partecipanti suddivisi in gruppi da 5


Obiettivi educativi del progetto


● saper collaborare in gruppo tra bambini sordi e udenti

● conoscenza della musica nelle parti più semplici e basilari

● conoscere gli aspetti prosodici del linguaggio, quindi altezza, intensità, ritmo e timbro

● non forzare gli apprendimenti con teorie o spiegazioni ma lasciar liberi i bambini di interpretare a modo loro, con l’ausilio di una guida affinché il bambino possa apprendere attraverso il fare e l’esperienza.


Obiettivi comuni


Tipologia e metodo didattico

Creazione di filastrocche ritmate, tradotte in lingua dei segni e trasformate attraverso app in scrittura CAA, accompagnate dalla pedana vibrante.[1]

Piccola rappresentazione teatrale anche in LIS accompagnati da musica.


Obiettivi comuni

Tipologia e metodo didattico


Creazione di filastrocche ritmate, tradotte in lingua dei segni e trasformate attraverso app in scrittura CAA, accompagnate dalla pedana vibrante.[1]

Piccola rappresentazione teatrale anche in LIS accompagnati da musica.


Descrizione

Il laboratorio prevede più incontri a discrezione degli insegnanti e del tempo a disposizione. In una prima parte vengono spiegate le basi della musica con un approccio semplice. Essendo il laboratorio rivolto a una classe mista vi sarà la necessità di spiegare ai bambini udenti le dinamiche della percezione dei bambini sordi. Vengono lette e interpretate in Lis delle filastrocche per capire il ritmo e per dare un esempio della struttura per poi inventarne delle altre. Successivamente viene utilizzata la pedana vibrante per capire i suoni.

Lasciando libertà ai bambini si dà del tempo per l’invenzione di piccole filastrocche ritmate. Tradotte in LIS e in CAA.


Si consiglia per le letture delle filastrocche ritmate autori come:


- Bruno Tognolini con Rime rimedio; Rime quartine; Rime raminghe

- Chiara Carminati con Poesie per Aria e Rime chiaro scure

- Cinzia Pitingaro con Remi di Rime

[1] La pedana vibrante è uno strumento ideato per soggetti con deficit uditivo, ma fruibile da tutti. Consiste in un pavimento in legno che emette delle vibrazioni particolari tramite dei trasduttori magnetodinamici integrati, massimizza ed esalta le dinamiche musicali. Per soggetti udenti e sordi con apparecchio protesico il suono viene trasformato in movimenti vibratori della pedana, mentre per chi possiede l’impianto cocleare, la vibrazione sonora viene trasmessa, attraverso i trasduttori in forma di vibrazione elettrica favorendo la percezione. Informazione tratte dal libro: “Sordità e Inclusione scolastica” di Amante Monica. Brescia: 2020 ed. Scholè.




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